MOTORI E AUTO D’EPOCA Anniversari Woodie: 100 anni fa quelle Usa, 60 le Mini in GB Parenti di Topolino Giardiniera, avevano parti in legno a vista

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In italia molti ricordano la Topolino Giardiniera Legno del 1948, antesignana delle moderne station wagon e caratterizzata dalla parte posteriore della carrozzeria costruita con una intelaiatura in frassino e pannelli in masonite. Questa speciale variante della popolare prima Fiat 500 nasceva come versione di produzione di una serie speciale ideata due anni prima da Mario Revelli per la Carrozzeria Viotti di Torino. E che portava anche nel nostro Paese la funzionalità delle ‘woodie’ (cioè delle auto costruite parzialmente in legno) che erano comparse negli Anni ’20 negli Stati Uniti e che, a cavallo della Grande Depressione, avevano ottenuto anche un discreto successo commerciale.

La nascita delle Woodie era, tra l’altro, conseguenza di una importante evoluzione tecnologica e rappresentavano un modo per continuare ad esibire l’artigianalità delle costruzioni miste acciaio-legno rispetto alle scocche interamente in metallo saldato che debuttavano proprio in quegli anni. Così General Motors e Ford (quest’ultima acquistò appositamente un enorme bosco nel Michigan) iniziarono a proporre le versioni Woodie, che si rifacevano esteticamente anche ai motoscafi di lusso, non solo sulle giardinette ma anche sulle cabriolet e su altre tipologie di fascia alta. Agli inizi degli Anni ’40 la loro fabbricazione, che era completamente artigianale, non risultò più conveniente e da allora il legno proseguì negli Stati Uniti ad essere presente solo come ispirazione per uno speciale trattamento delle lamiere (Jeep J Station Wagon del periodo 1946-1949) oppure come ornamento esterno (tipiche le Jeep Wagoneer e Grand Wagoneer del 1962 e 1984). Ma torniamo all’Europa. Dopo la Topolino Legno, anche l’industria britannica si era dedicata a questo tipo di personalizzazione. Nel 1956 in Inghilterra era stata presentate la Morris Mini Minor Traveller a 3 porte che aveva un fascino ‘rustico’ perfettamente in sintonia con lo stile di vita delle campagne britanniche e che strizzava l’occhio ad alcune costosissime Woodie realizzate fra gli Anni’30 e ’40 su base Rolls-Royce. E arriviamo al 1960, quando British Motor Corporation (BMC) decide di allargare la gamma della Mini, l’invenzione di Sir Alec Issigonis, con le due inedite versioni familiari con finitura in legno Austin Seven Countryman e Morris Mini Traveller. Naturalmente, i listelli erano solo a scopo decorativo (la carrozzeria in lamiera d’acciaio autoportante della Mini non aveva richiesto rinforzi aggiuntivi) e inglobavano in coda i due gruppi ottici. Al lancio Austin Seven Countryman e Morris Mini Traveller disponevano di un motore di 848 cc da 34 Cv valori che dal 1967 erano saliti a 998 cc e 38 Cv. Dal 1961 era stata offerta una versione semplificata – senza finiture in legno – che costava 19 sterline in meno ma che, con le ‘banali’ fiancate in metallo, non aveva certo il fascino di questa ‘icona’ costruita tra 1960 e 1969 in 207mila unità.

ANSA

Miki Pappacoda

Giornalista pubblicista blogger lavoro nel campo dell'informazione dal 2010 iniziando con Positanonews e con il mio giornale Vettica di Amalfi Online

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