Perrella junior era tornato a casa sua per scontare il restante anno e mezzo che gli restava ai domiciliari. Una misura presa quando impazzava l’emergenza sanitaria da Covid-19 che già tanti detenuti eccellenti avevano sfruttato per ottenere benefici. Quando la notizia della scarcerazione di Perrella era giunta nel rione qualcuno, violando le norme anticontagio, aveva pensato bene di festeggiare facendo esplodere dei fuochi d’artificio. La notizia era stata riportata in anteprima da Internapoli. Una ‘liberazione’ che faceva temere nuove fibrillazioni in un’area già ‘calda’ dal punto di vista criminale: fino a qualche anno fa l’area era dominata dal clan Puccinelli, storico nemico proprio dei Perrella, poi decimato dagli arresti. Si era così venuto a creare un ‘vuoto di potere’ che avrebbe potuto ben presto essere colmato da quanti si rifacevano alla ‘vecchia guardia’. Pericolo scampato.