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NAPOLI E PROVINCIA NEWS «Giustizia per Patrizio Falcone», la lettera per l’uomo ucciso a Piscinola

Chiedono a gran voce giustizia i familiari di Patrizio Falcone, l’uomo ucciso qualche settimana fa a Piscinola in via Nuova dietro la vigna dopo una discussione con un vicino che l’ha colpito mortalmente al petto. Ad innescare la furia omicida del suo assassino, Severino Mauro, una discussione per un’area adibita a terrazzo, liti e tensioni che andavano avanti da tempo e che lo scorso 23 maggio hanno raggiunto il punto di non ritorno. Il fendente mortale al petto non lasciò scampo a Falcone. Vani i tentativi di salvarlo, nemmeno la folle corsa al Cardarelli riuscì a tenere aggrappato alla vita all’uomo. Patrizio descritto da tutti come un uomo buono dedito esclusivamente alla moglie e ai figli. A distanza di qualche settimana, il nipote di Patrizio Falcone, Francesco Di Palma, ha inviato una lettera alla nostra redazione chiedendo giustizia per suo zio e di non dimenticare la vicenda.
La lettera per Patrizio Falcone
Ecco il testo della missiva per Patrizio Falcone: “Il viso un po’ stanco, forse qualche ruga in più a qualche anno prima. Sarà per il troppo lavoro, per il troppo stare lontano da casa per poter portare la “pagnotta”. Ma non t’importa perché la tua stanchezza, le tue rughe e il tuo troppo tempo lontano da casa per lavoro verranno ripagati con l’orgoglio di avere due figli che nella vita ambiscono con passioni diverse. Quanto è stato bello gioire per i brevetti conseguiti da Francesco per accumulare punteggi per entrare nell’esercito?, e quelle di Carmine?, dove all’apertura della Metro di Scampia ha tenuto un “saggio” al pianoforte. Quanti sacrifici per far sì che i tuoi figli siano felici? Quanto tempo per mettere in piedi una famiglia con dei sani principi… troppo tempo. Troppo tempo lontano da casa, troppo tempo per seguire i figli e in così poco tempo per distruggere tutto, per colpa di qualcuno che nella vita, probabilmente, non ha mai ricevuto queste gioie. Perché se solo quella persona sapesse cos’è l’amore, la pace ed i sacrifici, un gesto così brutale e infame non l’avrebbe mai compiuto. Per quante docce potrà farsi lo sporco e il marcio non andranno mai via. Meglio morire piuttosto che convivere con un omicidio ed essere macchiato per tutta la vita come ASSASSINO!
La magistratura, chi dovrà giudicare l’assassino, che non abbia pietà come lui non ha avuto pietà per mio zio. Se l’assassino non avrà il massimo della pena, la giustizia, lo stato dimostrerà di non essere dalla parte degli onesti cittadini. Caro giudice, quando si siederà su quella poltrona per giudicare, faccia conto che Patrizio avrebbe potuto essere suo figlio. Ogni persona onesta che muore ingiustamente, muore ogni cittadino che la mattina va a lavorare per la propria famiglia. Il figlio di Patrizio vuole arruolarsi, che esempio di stato gli daremo se non gli verrà dato il massimo della pena?”. Giustizia per Patrizio Falcone. DI STEFANO DI BITONDO INTERNAPOLI

Miki Pappacoda

Giornalista pubblicista blogger lavoro nel campo dell'informazione dal 2010 iniziando con Positanonews e con il mio giornale Vettica di Amalfi Online

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