SALERNO E PROVINCIA NEWS Ruggi “off-limits” per tutti: le porte chiuse ai familiari L’azienda tiene ancora i presidi sbarrati. I sindacati: «Fa bene, è pericoloso»

SALERNO – Il “Ruggi” è off-limits per tutti i familiari. È quanto emerge dopo l’appello del figlio che non può vedere la mamma, ricoverata in terapia intensiva da 50 giorni. nell’ospedale cittadino s’è preferito non allentare la guardia e mantenere misure drastiche di prevenzione, compreso il divieto d’ingresso per i parenti dei ricoverati. Per il momento, e fino a nuovo ordine, tutti i reparti sono blindati. Dallo scorso 15 maggio, dopo il periodo di lockdown , che ha visto la sospensione delle attività ospedaliere di ricovero non urgenti, sono state ripristinate progressivamente quelle ambulatoriali. Per il via libera alle visite, molto probabilmente, si dovrà attendere ancora, almeno finché l’allarme Covid-19 non sarà rientrato.

Il silenzio della Direzione. Fatto sta che la Direzione generale si è chiusa in un silenzio assordante. E, a quanto pare, non risponde neppure alle richieste di spiegazione dei parenti. Tant’è che Maurizio, il figlio che non vede la mamma da quasi 2 mesi e che si è rivolto al nostro giornale, ha cercato invano di avere un contatto con i vertici aziendali. “Le faremo sapere in questi giorni” è la frase che Maurizio si è sentito riferire più volte durante questo calvario. Alle promesse, però, non sono seguiti mai i fatti. «Non capisco il perché in altri ospedali – si rammarica Maurizio – consentano le visite. Basti pensare al caso Zanardi e alle foto che i congiunti postano sui social . Vorrei anche io poter stringere la mano di mia madre e parlarle, recuperare il tempo perduto, sognando che torni tra noi». A dargli forza, però, c’è la speranza che la mamma possa vincere la lotta contro il male.  «Dopo il ricovero – ricorda Maurizio – è stata operata al cervello. È stato un intervento rischioso e difficile, ma il peggio sembra essere passato». Almeno clinicamente. Perché umanamente l’angoscia cresce di giorno in giorno, proprio a causa dell’impossibilità di vedere la mamma. Così Maurizio, esasperato dai continui rinvii e dai rimpalli di competenze, ha cercato di entrare in contatto con la Direzione generale del Ruggi, ma pure questo tentativo è stato inutile. «In questi giorni – rivela – ho inviato una mail alla direzione generale, chiedendo di sottopormi anche al tampone orofaringeo. Sono disposto a tutto, pur di riabbracciare mia madre». Nessuno, tuttavia, l’ha mai ricontattato, né perlomeno ha risposto alle sue legittime domande. Che si basano essenzialmente sull’ordinanza regionale del 12 giugno, che demanda «alle singole strutture sanitarie, riabilitative e residenziali, pubbliche e private, di disciplinare ed organizzare, l’accesso di accompagnatori e visitatori nelle sale di attesa e nei reparti ».

L’ok dei sindacati. E all’ospedale di Salerno si è preferito posticipare ancora l’ingresso dei visitatori. Un eccesso di prudenza che, però, come viene messo in evidenza anche da Raffaele Iannone, segretario della Cisl Fp del Ruggi è condiviso da tutti. «Nei reparti gli operatori sanitari – spiega Iannone – sono in servizio indossando tutti i dispositivi di sicurezza. Non si deve allentare la guardia perché potrebbe essere molto pericoloso e chi viene da fuori, nonostante i controlli, potrebbe creare grossi problemi. Perché un piccolo focolaio, in particolar modo in una struttura ospedaliera, potrebbe scatenare una nuova epidemia». Proprio per questo motivo Iannone rimarca come «dal lato umano dispiaccia che un figlio non possa vedere la madre», ma, dal punto di vista professionale «l’Azienda sta attuando un protocollo per non mettere a rischio né il personale e neppure i pazienti».

Organico ridotto. Anche perché al Ruggi restano irrisolti sempre gli stessi problemi, soprattutto di organico, amplificati dall’emergenza sanitaria. «Stiamo dando impulso alle assunzioni degli operatori socio sanitari e dei tecnici sanitari – puntualizza Iannone – attraverso una convenzione di graduatoria a tempo determinato. E pure di ostetriche, attraverso un avviso pubblico. Questo per tamponare l’emergenza, in attesa e di un concorso pubblico, in modo da implementare i vuoti in organico e creare un assistenza degna per questa azienda».

Gaetano de Stefano LA CITTA 

Miki Pappacoda

Giornalista pubblicista blogger lavoro nel campo dell'informazione dal 2010 iniziando con Positanonews e con il mio giornale Vettica di Amalfi Online

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