ISCHIA E PROCIDA NEWS Demolizioni eccellenti a Lacco Ameno. Giù gli abusi di casa (Agostino) Polito

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81978709_811531822647043_8094461190433931264_n-7-e1580200891995La grande sorella abusiva del grande elettore: dietro vecchi muri di cinta e garage spuntano due abitazioni e 130 mq da abbattere La campagna elettorale a Lacco Ameno si apre con il botto. Giù l’abuso edilizio di casa Polito. A essere stata colpita da ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi è la sorella del noto politico e grande elettore lacchese, ora ritornato fedele alleato di Domenico De Siano.
Il provvedimento a seguito dei controlli serrati messi in campo da parte dei Carabinieri volti a contrastare l’abusivismo edilizio, le violazioni della normativa sul vincolo paesaggistico ed archeologico. Sotto osservazione, anzi sotto demolizione, l’abuso del politico!. Con una “cardarella” e una “cucchiara“ e il “mastro fraucatore“ a ore si può ricavare un loft da una fossa per conigli! Altro che piani attuativi e rivoluzione urbanistica. Allo stato ci sono due abitazioni e 130 mq da abbattere. Uno schiaffo ai terremotati e agli sfollati del sisma. Cornuti e mazziati, condannati dall’opinione pubblica nazionale perché chi li amministra si rende responsabile dei peggiori scempi ambientali in barba ad ogni normativa, senza il minimo scrupolo o la vergogna del momento. La famiglia di mobilieri, albergatori con il vizietto del B&B e della “congiura“ politica più nota di Lacco Ameno era assurta agli onori delle cronache d’abusivismo già nel 2019. Questo dopo una lunga serie di abusi passati inosservati. I tempi e i poteri politici sono cambiati, evidentemente. Come ricorderanno i nostri lettori, in particolare, la sorella del più noto Agostino politico ex consigliere comunale e zia dell’assessore uscente Di Meglio “detto Polito” era finita sotto inchiesta per avere realizzato, fra l’altro, un immobile in via Pannella a Lacco Ameno. Dietro un vecchio muro di cinta sbucarono vani, finestre ed una porta che danno accesso a una nuova abitazione. Proprio lì, dove c’era un muro! Le cronache lacchesi parlano di un vecchio garage realizzato una decina di anni fa e poi trasformato nel corso del tempo, pronto ad essere abitato o destinato all’ultimo B&B di famiglia. Peccato, però, che la trasformazione non avesse seguito tutti i regolari passaggi autorizzatori. Nel merito i carabinieri avevano già acquisito gli atti ed eseguito un primo accesso con verifiche e sopralluoghi che in questo caldissimo mese di luglio ha prodotto la disposizione di rispettino dello stato dei luoghi. Alla fine i nuovi immobili sono risultati due e per quasi 150 metri quadrati di nuove realizzazioni. Consolidate tecniche locali che hanno consentito ai poteri forti della politica di costruirsi veri e propri imperi immobiliari e che, invece, in questo periodo di attenzione massima alle dinamiche locali, non sono passati inosservati. Il dispositivo L’humus dell’ordinanza firmata dal responsabile dell’UTC è chiaro e riguarda le “Opere edilizie in ditta Polito Loreta” per le quali è stata redatta puntuale ordinanza di demolizione e ripristino stato dei luoghi. Il responsabile Dellegrottaglie vista la relazione tecnica (prot. n° 6247 del 26.06.2020) da cui si rileva che dalla consultazione degli atti d’Ufficio risultano privi di titolo abilitativo le seguenti opere realizzate dalla Sig.ra Polito Loreta alla Via Pannella: 1) Fabbricato costituito da: a) piano terra, adibito a civile abitazione, avente una superficie complessiva di circa mq. 94,00 ed un’altezza fuori terra di circa mt. 3,00 il tutto pari ad una volumetria abusiva di circa mc. 282,00, di cui circa mq. 49,75 costituiscono illecito ampliamento del fabbricato oggetto del sequestro preventivo operato dalla Polizia Giudiziaria in data 14 maggio 2009; b) pensilina rifinita in cartongesso di circa mq. 25,00 sul prospetto lato est della sopradescritta abitazione; C) piano interrato, adibito a deposito, avente una superficie utile di circa mq. 20,00 ed un’altezza utile di circa mt. 2,70 pari ad un volume utile di circa mc. 54,00 accessibile da scala esterna. 2) civile abitazione avente una superficie complessiva di mq. 38,50 ed un’altezza fuori terra di circa mt. 3,00 il tutto pari ad una volumetria abusiva di circa mc. 115,50 posto nell’area prospiciente il fabbricato di cui al punto 1) e nello stesso compendio immobiliare in uso alla Nuovi abusi che trasformano il territorio  Come scrive il responsabile dell’ufficio locale, le opere sono interventi “di nuova costruzione” e costituiscono inconfutabilmente nuovi organismi edili, caratterizzati da un proprio impatto ambientale e, dunque, idonei a de- terminare una trasformazione del territorio. Opere soggette al regime di specifiche norme che subordinano il rilascio del titolo edilizio al parere di compatibilità con il vincolo paesaggistico. Realizzate, tra l’altro, su area ricadente in zona “A” del P.R.G. e “R.U.A.” del vigente P.T.P. dell’Isola di Ischia ove non sono consentite nuove costruzioni, né alterazioni del suolo. Orbene, si legge nel’ordinanza di abbattimento: “accertato che le opere abusive sono in contrasto con le norme del vigente P.R.G. e le norme di attuazione del P.T.P. dell’Isola d’Ischia e che non sussistono i presupposti ai fini dell’applicazione dell’art. 36″ accertamento di conformità “del T.U.E. di cui al D.P.R. n° 380/01 e ss. mm. ed ii. c pertanto ricorrono i presupposti di fatto e di diritto per ordinare al titolare dell’area la demolizione delle opere abusive sopradescritte atto obbligatorio, in presenza di opere realizzate in assenza del prescritto titolo abilitativo su arca sottoposta a vincolo paesaggistico, rientrante nell’esercizio dei poteri di repressione degli abusi edilizi previsti dal vigente T.U.E. “Ad Horas” Polito dovrà provvedere a sua cura e spesa, nel termine perentorio di giorni 90 giorni dalla data di notifica della presente, alla demolizione delle opere abusive in narrativa descritte e al ripristino dell’originario stato dei luoghi. Responsabile del procedimento l’Ing. Flavia Ramona Cesana Romano per i provvedimenti consequenziali. In caso di inadempienza, l’accertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire, costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente. L’autorità competente, constatata l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 2.000 euro e 20.000 euro, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti. La Polizia Municipale, in particolare, e tutti gli agenti della Forza Pubblica sono incaricati di prestare la necessaria assistenza e verificare il preciso adempimento di quanto innanzi disposto e notificato alle parti interessate, nei modi e termini di rito, con avvertenza di relazionare all’ Architetto Dellegrottaglie per l’adozione d’ogni eventuale successivo provvedimento che si rendesse necessario. Sarà che forse anche a Lacco Ameno ed anche per i manovrini di Palazzo una volta tanto varrà bene il detto “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino“? Ne dubitiamo anche se c’è qualche timido tentativo di cambiare le regole di questo sordido gioco al massacro di chi non ha forza, nè potere economico o politico per far valere le sue ragioni e i suoi diritti. Purtroppo, a queste latitudini, la legge resta ancora non uguale per tutti.

IL DISPARI QUOTIDIANO

Miki Pappacoda

Giornalista pubblicista blogger lavoro nel campo dell'informazione dal 2010 iniziando con Positanonews e con il mio giornale Vettica di Amalfi Online

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